martedì 7 maggio 2013

Per Valeria


Gli studenti, i docenti e il personale del Liceo
partecipano con profonda commozione al dolore
di Claudia e dei genitori di Valeria. 

Abbiamo aperto questo spazio per consentire ai compagni di classe e del Liceo, ai docenti, agli amici di Valeria, a chiunque l'abbia conosciuta e le abbia voluto bene, di condividere un pensiero, un ricordo a Lei dedicato 

10 commenti:

  1. Preside Liceo Banfi9 maggio 2013 10:53

    Carissima Valeria,
    la scuola – anzi – la vita è fatta per insegnare. Tu hai messo davanti a tutti noi la vita, che è ciò per cui tutti noi siamo fatti. E così sei stata tu ad insegnare a tutti noi. Ci hai travolti ogni giorno con la tua presenza vivace e piena di idee, ci hai stupito con il tuo sorriso che superava ogni nostra immaginazione in una condizione che avrebbe tagliato le gambe al più forte. Hai avuto il coraggio di farti e di condividere con noi domande così profonde ed ultime dalle quali ci saremmo tenuti volentieri alla larga. Ci hai indicato una strada e per questo tutti noi ti dobbiamo un infinito grazie.
    Ciao Valeria
    il preside

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  2. Le parole che direttamente sono arrivate dal tuo cuore al mio..

    VERDE SPERANZA
    L’adolescenza è un periodo essenziale e critico della vita in cui bisogna scegliere chi essere, chi diventare, come diventarlo. Chiunque si sente disorientato di fronte alle grandi scelte della vita, è umano esserlo. Eppure con gli occhi ancora del bambino, occhi puri, ingenui, che vedono il mondo tutto colorato di un azzurro cristallino, non si riesce a capire se sia ciò che ti circonda a cambiare oppure sia proprio tu. Ma ti dici “ehi, sono giovane ho tutta la vita davanti per capirlo; meglio tirare un calcio al pallone e correre” e cosi rimandi la risposta di quel dubbio a un prossimo futuro che d’altronde sei convinto di avere. Se invece questa convinzione non potessi averla? Risulta davvero complicato vivere quest’età se scopri di avere una malattia. Tutto ciò che ti circonda, tutti i punti di riferimento che fino a quel momento credevi fossero ben saldi e solidi si sgretolano davanti a te come sabbia sotto i piedi: tutte quelle promesse, tutti quegli amici fidati di cui credevi di esserti circondato, PUFF, aria tra le dita. Ti sembra di venir risucchiato in un vortice senza fine, in cui ogni volta che tenti di rialzarti, cadi di nuovo, sempre più in basso e nessun altro può aiutarti perché ormai sei solo: Tu e Lei, la malattia. Ti poni una miriade di domande, ma non trovi nessuna risposta. La vita, il mondo, tutto ti sembra ingiusto, sbagliato: “Perché a me? Perché proprio a me?”. Tutto è nero. Non esiste più quell’ azzurro, quell’azzurro che ti faceva sentire magari disorientato sì, ma ti faceva vivere. Però poi, proprio in quel momento in cui tutto sembrava perduto accade qualcosa. Fissi gli occhi dei tuoi familiari, degli amici, quelli veri, delle persone che ti vogliono bene e vedi in loro una luce che risplende nel buio; guardi fuori dalla finestra: all’improvviso tutto sembra assumere un colore diverso, come se un pittore ti avesse dipinto in modo differente la realtà davanti agli occhi. Ti chiedi cosa stia accadendo, cosa sia questa risorsa che ti sta rimettendo in moto proprio ora che tutte le forze sembravano esaurite, che finalmente ti porge quella mano cui tanto aspiravi ma non ti era data da nessuno. Cosi ti poni un'altra miriade di domande, ma non come prima, no: ora in te c’è qualcosa di nuovo e, queste domande sono piene di vita. Non trovando in te stesso risposta alla domanda che cerca di capire l’entità, l’origine di questa nuova energia, chiedi agli altri e loro ti dicono che sei tu che sei una persona forte: questa risposta non ti convince. Capisci che è qualcosa diverso, non è possibile che sia tu: per quanto vorresti sai che non sta all’uomo dipingere il mondo a suo piacimento. Ti metti allora in cerca di altre persone con il tuo stesso problema, “magari loro sanno rispondermi”; però ti accorgi che tutte provano la medesima cosa ma hanno anche i medesimi dubbi. Ti chiedi se forse non sia proprio uno degli effetti della malattia, Lei che rimasta sola con Te tenti di ingannarti, di farti sentire più forte per poi demolirti del tutto, ma ti rispondi che nemmeno questo è possibile poiché la malattia sa solamente distruggerti e non ha le facoltà di rigenerarti. Inizi a pensare a quali siano stati i fatti che hanno preceduto questo cambio di tendenza: nulla di eclatante, solo sorrisi, carezze, baci, abbracci e parole d’affetto. Inizi a capire che il mondo non è tornato ad essere a colori, bensì da nero, tutto è diventato di un unico altro colore, tutto è diventato verde, tutto è diventato Speranza.

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  3. Cara Valeria,

    sono il prof. Reali, “quello della porta accanto…”. Quello che ogni tanto esce in corridoio a mandare tutti classe, ai cambi dell’ora: il rompiscatole, insomma! Mi piaceva ricordare il tuo “breve lungo viaggio” presso di noi con delle parole provenienti da quel mondo antico che è stato – sia per me che per te – oggetto di lunghi anni di studio. Sono le parole iscritte sulla tomba di una bambina romana – chiamata Aulina - vissuta solo un anno e mezzo, forse in un’epoca di passaggio tra paganesimo e cristianesimo. È lei che ci parla direttamente, e che ci ricorda che se il suo corpo è sotto terra, la sua anima è ben viva, e lo sarà per sempre. Ecco il testo della lapide (CLE 611 = CIL VI, 12087):

    "Qui sono celebrati i Mani di Aulina, una piccina che visse un anno e mezzo. Ma l’anima mia è celeste e non finirà nelle tenebre. Mi hanno assunto il cielo e le stelle. La terra tiene il corpo, una pietra il vano nome".

    Goditi anche tu il cielo e le stelle, cara Valeria, come ti meriti. E salutami tanto Aulina (tanto qualche parola di latino la ricordi ancora, no?), dicendole però che il nome – cioè il ricordo – che lasciamo dietro di noi, non è vano (cioè “vuoto”), ma è “pieno”: pieno di umanità, di tenerezza, di dolce malinconia.

    Mauro Reali, docente di Lettere del Liceo "Banfi"

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  4. Valeria,

    io non ti conoscevo, le nostre strade si sono incrociate nei corridoi com'è inevitabile in una scuola ma niente di più, quindi non posso dire che mi mancherà la tua solarità, la tua allegria, il tuo sorriso.
    Però il tuo sorriso lo vedo ora, tutte le mattine, stampato su quelle belle fotografie.. mi accoglie quando entro nell'atrio, quando passo di fianco all'aula sosta, quando svolto l'angolo per andare in classe.
    Ormai è diventato quasi un rito, passare di fianco a quei cartelloni e salutarti. Mi fa cominciare la giornata con un gusto dolceamaro.

    Spesso mi vieni in mente, un pensiero che sembra nascere dal nulla. Mi fai riflettere su tante cose, a pormi domande che il più delle volte restano senza risposta.

    La tua storia ha portato alla luce tanta umanità di cui forse ci dimentichiamo: la tua, innanzitutto; quella di un professore che passando accanto a quelle foto le sfiora, quasi le accarezza; quella delle lacrime di un'insegnante; quella di una ragazza con la voce spezzata; quella di tutte le persone che ti pensano, almeno un po'.

    Ciao, Valeria.

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  5. Ciao Vale,
    purtroppo sono in ritardo se consideri che è da tempo che volevo scriverti.
    Sono un'accanita lettrice del Banfo e quando nel primo numero di quest'anno è stato pubblicato il tuo articolo il moto dell'animo è stato quello di scriverti. Ma poi mille dubbi, mille paranoie mi hanno trattenuto dal dirti quello che avevi suscitato in me. Ora non sono più arrabbiata con me stessa per non essere arrivata in tempo, nè col tempo che scorre troppo veloce perchè sono certa che quello che ho nel cuore tu già lo sai.
    Allora che dire ora se non GRAZIE infinitamente a te, Vale, "prescelta" come ti ha definito un papà al tuo funerale, a te che, così giovane ma così saggia e adulta, con la tua vita ci hai insegnato che si può sempre credere e sperare. Sì, parlo di quella stessa speranza di cui tu stessa ci hai parlato che dà forza e colore alla Vita!
    Sere fa insieme all'oratorio abbiamo pregato per te cantando "...perchè tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori, Io sarò con te dovunque andrai..." ecco Vale adesso tocca a te: dal paradiso prega per noi, per i ragazzi soprattutto, perchè sappiamo innamorarci della Vita e perchè quel verde non sbiadisca mai.
    una mamma

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  6. Cara Vale,
    vederti andare via, volare lassù nel cielo è stato direi scioccante per me, ma credo anche per tutti coloro che ti conoscevano appena o forse anche meglio di me o forse magari che non ti conoscevano affatto…
    la morte lascia sempre l’uomo interdetto, viviamo cercando di darci sempre delle risposte, cerchiamo dei punti di riferimento senza i quali non sapremmo muovere i nostri passi, schematizzando e organizzando le nostre giornate perché altrimenti ci sentiremmo persi. Noi viviamo per questo e diamo tante cose per scontate, tutto ci sembra dovuto. Poi, improvvisamente, ci capita di vivere anche non da protagonisti, il dolore degli altri, esperienze che capitano ad altri, non a noi direttamente, raccontiamo ciò che di brutto succede agli altri, “spettegoliamo” sui mali altrui sperando in cuor nostro non capiti mai a noi. Ma avviene una cosa strana…anche solo parlandone ci affezioniamo a quello che diciamo, immaginiamo quello che sta vivendo proprio quella persona lì in quel momento lì, e tutti i suoi cari, tentiamo di avvicinarci in silenzio ai suoi pensieri, e allora in quel momento ci accorgiamo che forse non vale così la pena vivere organizzando le nostre giornate, pensando di avere tutto a posto, dando precedenza a cose che in realtà non sono così importanti, perché se ci dispiace per la vita degli altri…chissà se dovesse succedere proprio a noi! Quando c’è in gioco la vita degli altri, la prima ad essere messa in discussione in realtà è proprio la nostra. Vale, tu ci hai insegnato e ricordato che la vita è preziosa, è troppo bella per essere sprecata, che non c’è tempo per rimandare a domani quello che potresti fare oggi, che non è scontato che a 17 anni un ragazzo abbia tutta la vita davanti a sé. Il percorso di fede che hai sperimentato nella tua malattia ti ha portato ad alleggerire il cuore da cose inutili e a riempirlo invece di tutto ciò che di vero c’è, che sapevi non ti avrebbe mai né tradito né deluso: lo sguardo dei tuoi cari, dei tuoi amici, l’affetto, i baci, i sorrisi, gli abbracci, l’amore e soprattutto l’Amore verso Dio, quel Dio le cui braccia ti hanno subito accolta come un padre nella sua casa.
    Quello che hai testimoniato Vale con le tue parole, con i tuoi gesti, con il tuo modo di essere, ha lasciato in me un senso di pace che è forse paradossale di fronte alla tua morte, ma dà speranza come il colore che a te tanto piaceva. Non è una consolazione, ma è una spinta ad andare avanti, a lottare per la Vita che ci è stata data in dono, che non è scontata, a viverla in pieno, a 360°, perché nonostante tutto, è bella, e va vissuta al massimo per renderla sempre migliore!
    E tu l’hai fatto, ce l’hai insegnato molto bene, fino alla fine, non ti sei mai data per vinta, non ti sei mai arresa, hai sperato e sognato anche tra lacrime e rabbia, e questo deve essere per noi un esempio da tenere sempre ben presente e che tutti noi dobbiamo portarci nel cuore.
    Mi mancherai, ma ti ringrazio per tutto Vale, il tuo donarti a Dio non potrà non lasciare il segno, non potrà mai essere dimenticato…potrà solo aiutarci ad essere delle persone migliori e a credere nei veri ideali!
    un abbraccio

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  7. L'ARCOBALENO
    La tempesta si è placata,
    la pioggia è cessata,
    il cielo si è illuminato ed i raggi del sole,
    con forza,tra le nuvole bianche,
    uno spiraglio hanno trovato ed
    all'orizzonte uno splendido e magico arcobaleno
    hanno creato.

    Nei magici colori dell'arcobaleno ti abbiamo ritrovato:
    IL ROSSO ci ha portato il tuo amore,
    il GIALLO ci ha riscaldato il cuore,
    il VERDE ci ha ridato la speranza,
    il VIOLA ci ha pregato di non scordare,
    il BLU ci ha cullato il cuore che ancora ti piange e prova tantissimo dolore.

    L'arcobaleno se ne è volato.......
    il cielo si è rischiarato e
    nell'immenso azzurro con nostalgia, ti abbiamo salutato....
    e il dolce tuo ricordo, per sempre,
    nel cuore si è posato....
    Con amore

    una nonna

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  8. Ciao Valeria, grazie per avermi insegnato, anche se non ti ho mai conosciuta, che la speranza e l'amore sono più forti di tutto il resto. Quel tuo male ti avrà anche allontanata da noi, ma hai lasciato qui molto di più, il tuo ricordo, il tuo insegnamento, il tuo sorriso.
    Una studentessa del Banfi

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  9. Ciao Valeria, credo che tutti dovrebbero prenderti come un esempio, un modello da seguire. Purtroppo non ho avuto la fortuna di conoscerti, ma sono subito rimasta colpita dal tuo articolo sul giornalino. Ho capito subito che avevi qualcosa da insegnare a tutti noi.. mi hai fatto capire che non devo mai mollare, anche quando tutto sembra crollarti addosso. Poi ho sentito i tuoi amici parlare di te, del tuo meraviglioso sorriso sempre presente, nonostante tutto.. e ho capito che eri una persona speciale. E in un modo o nell'altro per un attimo mi è sembrato di conoscerti, di esserti amica.
    Una ragazza del Banfi

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  10. Ciao Valeria,
    io e te non ci siamo conosciute molto. Infatti eravamo solite ogni qual volta ci incontravamo tra i corridoi della scuola scambiarci un saluto veloce, a volte un sorriso, ma nulla più. Nonostante questo ho da subito capito, dalla prima volta che ti ho vista, che tu eri una persona speciale.
    Ho deciso di scriverti perché ci tenevo moltissimo a dirti grazie. Grazie per essere entrata nella nostra vita; per averci insegnato che è possibile vivere con forza e determinazione anche le esperienze più dure e gli ostacoli che la vita ci pone innanzi. Grazie per la tua Fede, ma soprattutto grazie per quel tuo luminoso sorriso che, ne sono sicurissima, conserverai anche ora che sei Lassù.
    Così, con quel sorriso gigantesco sempre fisso sulle labbra, io ti ricordo e ti ricorderò per sempre.
    Già i ricordi... se qualcuno mi dovesse chiedere a cosa servono direi che essi servono a mantenere viva l'immagine delle persone che in modo o nell'altro hanno condiviso insieme a noi l'esistenza e che ora non ci sono più. Essi sono l'unica cosa di veramente eterno che c'è: infatti " tutto passa, anche noi passiamo, ma i ricordi invece no, quelli restano per sempre". E così in questo modo per mezzo dei ricordi e non solo, Valeria tu rimarrai sempre con noi.
    Grazie ancora per tutto ciò che ci hai dato; grazie per avere cambiato la nostra vita.
    Mi sarebbe piaciuto molto essere tua amica.
    Ti voglio bene.

    Una studentessa del Banfi

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